Il Casetto e sue sorgive, lungo il Sentiero della Torre, dove oggi transita la passeggiata di Slowland Piemonte
Salussola 9 febbraio 2020 – Il Casetto e sue sorgive, lungo il Sentiero della Torre, dove oggi transita la passeggiata di Slowland Piemonte. La regione Casetto si trova a nord ovest del rinomato borgo di Prelle, lungo la strada pre collinare Prelle – San Secondo, che oggi è denominata Via Leonardo Gianinetto. E’ un luogo conosciuto fin dall’epoca romana per le sue sorgive, tanto da venire in seguito convogliate ed incanalate. Fin dall’alto medio evo, l’acqua arrivava all’interno del borgo di Salussola dalle sorgenti del Casetto o casotto di Prelle, attraverso a delle condotte costruite in laterizio fin dalla fonte. Le prove sono in alcuni affioramenti in regione Montalbrino ed in alcuni ritrovamenti casuali nel cantone Casazza e lungo l’asse della vecchia Strada Maestra, l’ultimo dei quali risalente al 2007, quando durante i lavori di manutenzione alla rete fognaria, in Piazza Cesare Nani, dove fu rinvenuto un condotto laterizio dalla lunghezza di circa 57 cm. per un diametro di 13 cm. con evidenti residui di cocciopesto, usato per l’incastro tra l’uno e l’altro condotto. Le polle d’acqua venivano convogliate all’interno di una vasca, racchiusa all’interno di un basso edificio, da questi il nome di casetto, che diede il nome anche alla regione. In epoche successive, le acque venivano convogliate all’interno dei bornelli, che erano dei manufatti semilavorati di granito a forma di parallelepipedo, sui quali, con le attrezzature dell’epoca, veniva ricavato un mezzo tondo dal diametro interno di un’oncia. Il manufatto veniva appoggiato all’interno di uno scavo, gli estremi avevano degli incastri maschio femmina che venivano sigillati, come pure le altri parti combacianti e poi coperti con tavelle o lastre di granito. Dal Casetto di Prelle, la condotta lambiva il Montalbrino e il Lajasso, fino ad arrivare al sentiero dei Mazzucchi, e lo costeggiava fino alle porte del borgo. Il vallo della collina, ricavato per farvi scorrere la strada che tende a Cerrione, veniva superato a mezzo di una porta od arco, dove sopra erano piazzati i bornelli. Superato il vallo, la condotta entrava nella proprietà detta la ” Vigna del Principe “, e con molta probabilità l’acqua veniva raccolta in una cisterna, e da questa diramata nelle abitazioni, almeno quelle più abbienti. I segni eloquenti di una cisterna d’acqua, che non è mai stata individuata, emersero durante i lavori stradali tra la ex Via Principe di Carignano e Via Duca d’Aosta, per la fuoriuscita di acque limpide dal terreno, che non erano quelle dell’acquedotto. Nel 1849 il medico condotto Destefanis, incaricato di uno studio igienico sanitario su Salussola, scriverà che ” v’è anzi una sorgente di ottima qualità al Casetto, la quale scende nella parrocchia del Monte “. In secoli più recenti il luogo era ancora disseminato di tanti piccoli casetti che racchiudevano le sorgenti, e da questi l’acqua veniva convogliata all’interno di un casetto più grande che conteneva una vasca più capiente. Oramai in rovina e fuori servizio sin dalle prime decadi del 1900, le vecchie condotte “ bornelli” vennero sostituiti con altri e l’acqua immessa nel nuovo acquedotto comunale. In tempi di sovrabbondanza, le acque fuoriuscite dal troppo pieno della vasca, hanno alimentato e continuano ad alimentare il rio Biecchio, che scorre a lato. Verso la metà degli anni del 1970 la fonte pubblica venne dismessa ed utilizzata una nuova rete idrica.
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